Federica

chi sono...

 

La mia curiosità sull’evoluzione dell’essere nasce dall’adolescenza, dai disagi dell’adolescenza.
Mi chiedevo che ci facessi al mondo e quale dovesse essere il mio cammino in questa vita.

Tre libri sono stati i miei maestri per una decina di anni.
Alla ricerca di Dio, di Sri Ramakrishna
I tre pilastri dello zen, di Philip Kapleau
Introduzione allo yoga, di Iyengar

Inizio a praticare yoga e meditazione, in una camera d’albergo, in riva al mare, in cima a una montagna o semplicemente a casa mia: la ricerca spirituale per me è ciò che dà senso a tutta l’esistenza.

Il corpo, il movimento e lo sport sono una grande passione.
Mi piace nuotare e studio per diventare insegnante di nuoto. Nelle lezioni di nuoto introduco i miei allievi alle tecniche di respirazione yogica per potenziare la capacità polmonare e la concentrazione. All’epoca mi consideravano strana ed eccentrica, forse perchè portavo esperienze di paesi lontani….

Facevo massaggi già da ragazza con la sola sapienza delle mie mani e della mia sensibilità e,  dalla fine Anni Ottanta ad oggi mi specializzo  e mi aggiorno costantemente.
Ho contato: sono ora quaranta anni di studi e di esperienza!
Attraverso lo Shiatsu mi avvicino i principi della medicina cinese: cos’è l’energia, come sentirla e come usarla.
Incontro insegnanti di prestigio come Patrizia Stefanini, Eva Maria Shulze, David Bradfield, Klaus Metzner, Clifford Andrews e Pauline Sasaki.
Un master biennale di Shiatsu in Inghilterra mi porta a conoscere lo stile di altri grandi insegnanti: Paul Lundberg, Dinah Jones, Nicola Pooley, Clifford Andrews e Carola Beresford Cooke.

È l’attrazione per i luoghi dove nascono le tradizioni e il rispetto per gli antichi rapporti tra allievo e maestro che mi hanno invece portata a studiare individualmente con alcuni grandi maestri in India e in Tailandia.

Ho studiato l’arte del massaggio ayurvedico con il grande maestro di massaggi e di vita, vecchio seguace di Gandhi, Sri S.V. Govindan, il massaggiatore di Nerhu e Indira Gandhi, che purtroppo ho conosciuto già anziano.

Ho studiato l’arte del massaggio tradizionale tailandese stando quotidianamente accanto al maestro Pichest Boonthomme per sette mesi, imparando le sue tecniche, raccogliendomi in meditazione e aiutandolo a celebrare complicati riti buddhisti in templi sperduti sui monti, che raggiungevamo in pellegrinaggio, assieme ai familiari e alla gente del posto, viaggiando rigorosamente prima dell’alba.
Ho lavorato in Indocina, trattando la gente del Laos della Cambogia e della Tailandia.

Ho massaggiato personaggi importanti del cinema e dello spettacolo: Virna Lisi, Alessandro Bonolis, il celebre regista Vittorio De Seta, il corpo di ballo e la band di Alicia Keys, il batterista e il cantante dei Dream Theater, Marisa Paredes, il famoso cuoco newyorkese Antony Burdain…

Approfondire il mio yoga e la mia meditazione di autodidatta è stato ed è un altro viaggio.
Sandra Sabatini, una delle cinque allieve della maestra e artista Vanda Scaravelli è stata fondamentale.
Con lei approfondisco la relazione profonda tra respiro e movimento.
In India gli insegnamenti di Swami Sivananda e di Swami Vishnu Devananda, mi hanno riportata alla gioia della vecchia maniera di insegnare, in stretta relazione tra maestro e allievo: a casa del Maestro, ai piedi del maestro e quella casa era davvero speciale: l’ashram di Netala, nelle montagne dell’ Himalaya, davanti al Gange che, in quel punto, è ancora un torrente impetuoso.
Ho voluto conoscere in India il maestro Yogi Manmoyanand, autore di un libro che ha fatto molto scalpore nel mondo anglosassone “Sivananda Buried Yoga” , romanzo che mi ha affascinata.

Il counseling e il suo rapporto con l’arte è venuto in seguito. Da ragazza, non so perchè, gli amici venivano a chiedermi consigli, o semplicemente mi chiedevano di ascoltarli. Mi sono ritrovata, poi, ad ascoltare problemi importanti nel mio studio e ho voluto prepararmi al meglio per saperlo fare.
Saper accogliere correttamente i problemi e i desideri delle persone, saper aiutare le persone a dare un nome ai disagi e ai talenti, rispettando le potenzialità e il mondo interiore di ciascuno è per me fondamentale.
Gli incontri di counseling possono anche svolgersi all’interno di un campo artistico, individuale o collettivo.
Credo anche che l’Arte, in tutte le sue sfaccettature, sia un mezzo fantastico per riconoscere ciò che siamo, liberare la nostra creatività e per divertirci.
In tal senso organizzo, di tanto in tanto, incontri artistici, spesso legati alla musica, ed eventi estemporanei perchè l’Arte, è portatrice di gioia.

Mi piace cantare, avrei voluto diventare una cantante blues, ma tutto non si può fare in una sola vita e quindi ho dedicato molti studi al canto vibrazionale, collegato allo yoga e alla meditazione, studiando con alcuni  maestri importanti nel campo.
Con il musicista Paolo Avanzo ho studiato sette anni sia per un percorso di biofonia che nella Scuola Ansuz di counseling sonoro.
Con il musicista, yogi e ricercatore francese Patrick Torre ho fatto un master biennale di Nada Yoga per insegnanti di yoga, con l’amico Riccardo Di Gianni mi esercito e ora sto iniziando gli studi di canto classico indiano con il cantante Supriyo Dutta di Calcutta.

Ho sviluppato diversi corsi di formazione: ci sono due ambiti cui tengo particolarmente, la scuola e l’ospedale.

Il mio sogno è una educazione che sostenga i talenti dei bambini e sia non violenta.

Sono ideatrice e insegnante responsabile del progetto “Shiatsu a scuola”, sviluppato nelle scuole materne, elementari e medie, e del progetto “Tocco d’amore al nido”, percorso di formazione per operatori di asili nido svolto nella cintura di Torino (Venaria, Moncalieri, Rivoli).

In Ospedale vorrei che il personale fosse non solo competente sulle questioni mediche e organizzative, ma si soffermasse sulla bellezza e la forza di un rapporto unificato con il paziente.
Il corso Yoga e Ki Training è un bell’esempio.

Insegno solo e semplicemente ciò che so, ciò che pratico e ciò che è entrato a fare parte della mia quotidianità.

Ho sofferto immensamente nel passato, comprendo la sofferenza, ma ora sono una donna appagata.
So che è possibile saltare il fosso ed essere felici dentro.
La mia è’ una storia di incontri preziosi, sono sostenuta dagli Dei, e tutti questi regali che ho ricevuto sono ora frutti colorati e profumati che offro ai miei allievi di yoga o ai miei clienti in studio.

La presenza da molti anni della maestra spirituale Amrita AnandaMayi nella mia vita è potente: traggo dalla mia guru ispirazione, aiuto, sostegno, amore e forza per poter aiutare a mia volta.

Una considerazione: lasciarsi andare al flusso degli accadimenti, rimanendo fedeli a un simbolo psichico, apre innumerevoli e inaspettate porte.

 

Il corpo è lo strumento da cui partire per viaggiare negli anfratti dell’essere e 
spingersi oltre, in dimensioni infinitamente più vaste,
e la cura di sé è un po’ come prepararsi una valigia adeguata.

 

 

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